AT NIGHT
(Dialogo on the edge)
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Un'altra giornata campale è finita.
Tutto va come deve.
Cioè, in modo perfetto.
Anche se, a volte,
qualcosa
ci fa stringere il cuore.
Ma passa subito.
La visione globale dà certezza.
Sono vari giorni
che vedo sempre più a fuoco
il geroglifico
di cui parlava Artaud.
Il suono
lanciato contro le pareti
crea campi di energia
che eccitano nelle pareti stesse
l'apparizione della loro sostanza originaria
e
quindi....
Una camera eco...
Noi...
Ognuno di noi...
Una camera eco...
I riverberi dei suoni
accendono in noi
i sensi che diamo alle parole
e fuoriescono in note,
numeri,
energia.
Perciò è nel respiro la voce.
In quel respiro
sempre la memoria del silenzio,
la memoria
di un silenzioso respiro
che aleggia sulle acque
che ricoprono la terra vuota
avvolta dagli abissi delle tenebre.
Cosa davvero serve????
Cosa?
Se non riusciamo che a rappresentare la morte?
E continuiamo a farci a pezzi l'un l'altro.
E quanto più ci amiamo
più ci uccidiamo.
E quanto più ci comprendiamo
più facciamo fatica a comunicare.
E continuiamo a nasconderci
e non riusciamo a godere del sole.
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****Il fatto si è
che non tutto
sta nei rapporti interpersonali.
Io riesco a godere del sole.
Tu hai fatto una carriera sui sogni
e li hai dovuti difendere.
Per me sono una realtà, come tutto il resto.
È impossibile, per me,
pensarci come ad un mestiere.
Tu sei un'artista
che deve continuamente scontrarsi
coll'inconveniente
dell'entusiasmo
che ti rende più vulnerabile,
con l'inconveniente
della fantasia
che ti può far passare per aliena,
con l'inconveniente
della comunicazione
che ti rende passibile
del fraintendimento altrui.
Tu hai avuto coraggio
e hai dato corpo ai sogni.
Io non ho avuto fiducia
e i sogni sono rimasti
entusiasmo,
pazzia,
punto debole.
Forse proprio per questo
godo della luce del sole.
Il fatto è
che per salvare
la metà utilizzabile dei sogni,
bisogna ammazzarne la metà buona.
E io non credo
che sarei mai ripagato
di questa perdita.
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Anche io sto quaggiù...come tutti.
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**** Di' meglio:
stai un po' quaggiù
*e un po' lassù*,
come tutti.
Solo che tu
il "lassù" lo vedi
e gli altri si rifiutano di farlo.
Il fatto è
che niente cade nel vuoto
e questa è un'idea bella e spaventosa.
Tutto ha conseguenze enormi.
È per questo che scrivo:
forse perché qualcosa,
comunque,
si compie.
Qualcosa si realizza.
E io sono tutte le volte
un po' più libero
dai miei limiti.
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Sono infelice
perchè so
di non poter seguire nessuno,
perchè nessuno
mi può togliere
il mio destino di solitudine,
perchè so che ciò vale per tutti..
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**** Non ti ricordi Pirandello?
Credi veramente
che avrebbe scoperto
le maschere
con cui l'uomo
copre il suo niente,
se non fosse stato l'unico
di cui avesse notizia,
o uno dei pochissimi,
ad avere un'anima?
Non sono così certo
che *tutti*
siano fatti nello stesso modo.
Freud ha scoperto
il simbolismo psichico
perché (e lo dice lui stesso)
aveva una mentalità
più vicina alle origini
e aveva una ridotta capacità simbolica.
Einstein ha scoperto
la relatività
perché sentiva l'universo
così com'è,
sotto i piedi,
sopra la testa:
la gran parte delle sue scoperte
non le ha nemmeno dimostrate lui;
andava soprattutto per intuito.
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L'artista,
il pensatore,
il genio,
sono specchio
di realtà più grandi,
ma non sono tabula rasa:
non sono la parete bianca
su cui l'uomo affresca la sua storia:
sono il tutto su cui
il nulla si staglia,
o la voce
attraverso cui il tutto
racconta di sé stesso.
Bisogna credere in qualcosa
che ci porta avanti.
Gli attori, credo,
sono indotti a pensare
di essere come lavagne
su cui il drammaturgo,
lo scrittore,
il regista,
scrivono.
Invece sono artisti
come tutti gli altri,
solo che come proprio strumento
hanno il proprio corpo
e la propria voce.
È vero, la solitudine pesa.
Ma certa compagnia
è il peggiore degli inferni.
Eppure
io sento un Amore
così grande
che erompe dentro di me
e che sta spazzando
ogni compiacimento del dolore.
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****Ecco! Vedi in cosa sei diversa?
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Sottovalutiamo noi stessi
finchè non ci rompiamo le scatole,
demoliamo l'altro
e rivalutiamo noi stessi.
Qualcosa del genere.
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**** Ripensandoci,
devi avere ragione.
Forse è vero.