MARIA LUISA SANTELLA - MEMORY ROOMS


venerdì, aprile 20, 2007
 

UN TESCHIO HA DANZATO

TRA VECCHIO E NUOVO

NELL'ULTIMO CONGRESSO

DS

Ci troviamo in bilico

tra vecchio e nuovo.

Da quando?

In bilico

tra passato e futuro.

In quale tempo?

In bilico

tra un'infinità di oppositi.

Ma non siamo trini?

Non bastano

vacui apparati

e piattaforme avveniristiche

a comunicare il nuovo

se il nuovo

è solo un vuoto a perdere,

una zattera

per cavalcare l'onda

carica di pochi naufraghi

attaccati a una poltrona

che si sgretola.

Lo tsunami

già li sommerge.

Tutti i concetti

che fino ad ora

sono stati i cardini

di qualsivoglia

civiltà umana

sono da rianalizzare.

Il mondo 'umano'

è al collasso.

Troppe le addictions

che ledono il sistema.

Alcohol addiction,

drug addiction,

sex addiction,

gambling addiction,

co-dependency,

shopping addiction,

internet addiction, ...

La stessa politica

è vissuta come un'addiction.

Potere! Successo!

Denaro!

Sesso! Violenza!

Accartocciata su se stessa

la politica

è come il serpente

che si morde la coda,

immobile,

lontana

dai veri bisogni della gente

che abbandonata a se stessa

va alla deriva

o esplode

nelle sue personali

stragi di stato

o cerca la Via

di un vero viaggio

fuori dal sistema

ormai putrescente.

Il gioco di prevaricazione

si fa sempre più subdolo,

crudele e impotente.

Gli uomini e le donne

che lo sostengono

formano la razza umana.

Ma è l'Era del Tracollo

di tutti i Poteri Terreni.

 

Io non mi sento

di appartenere

a questo mondo

'umano',

mi sento

come un'aliena

che deve conquistare

la propria identità

per dare identità

alla vita vera,

mondo nuovo, 

che vuol nascere

ora.

posted by Marluna3001 | 09:13 | commenti


lunedì, aprile 09, 2007
 

IGNAZIO SENATORE

intervista

MARIA LUISA SANTELLA

E’ stata diretta da Gabriele Salvatores

e da Giuseppe Bertolucci ma

tutti la ricordano in "Brutti, sporchi e cattivi" di Ettore Scola nel

pittoresco ruolo di Iside, la prostituta amante di Nino Manfredi,

emigrante pugliese, orbo ed ubriacone

che viveva in una baraccopoli alla periferia di Roma.

Animatrice del teatro napoletano a partire

dagli Anni Settanta, dopo aver preso atto

che in città non c’erano più spazi dove poter proporre

la sua visione anarchica e visionaria del teatro e del mondo,

Maria Luisa Santella, dieci anni fa è volata in

Australia,

terra di canguri e di aborigeni

dove ha allestito numerosi

spettacoli teatrali ed ha insegnato

all"Academy of performing Arts".

Ma la nostalgia del Vesuvio

ha iniziato a divorarla sempre più e

complice "Te lo leggo negli occhi",

pellicola d’esordio diretta da

sua figlia Valia,

interpretata da una strepitosa Stefania Sandrelli,

è ritornata nella sua città natale.

Da allora quel bagaglio di conoscenza

e di esperienze vissute nel Nuovo Mondo

hanno iniziato a traboccare

dal suo cuore ed irrefrenabile,

è stata per lei l’idea di filmare Napoli

con occhi nuovi.

E se Michelangelo Antonioni era solito affermare che

nei suoi film usava il paesaggio

per esprimere gli stati d’animo dei suoi personaggi,

macchina in spalla, Maria Luisa

ha iniziato a perlustrare vicoli e strade.

Novella Dziga Vertov,

il grande teorico del cinema verità,

ha filmato squarci, scugnizzi e paesaggi.

Ne è nato così "I Ritornauti- They who return",

video film in quattro parti,

scritto, diretto, interpretato e musicato dalla stessa Santella.

La pellicola si avvale degli interventi artistici

del pittore Michele Gentile che lui stesso si è divertito a filmare,

cinema nel cinema, Maria Luisa che dirigeva gli altri attori.

La pellicola è stata proiettata nello Spazio Videodrome

nella Multisala Modernissimo dal 29 marzo al 1 aprile

alle ore 18,00- 20.00 e 22.00.

A completare il cast Mirella Armenio,

Marina Abbate, Giulia Ruotolo, Riccardo Strada,

Paola ed Umberto Gentile, e Pino Rea.

Il montaggio, gli effetti speciali, le scene ed i costumi

sono stati curati da Maria Luisa Abbate.

Come ti è nata l’idea di questa tua nuova opera?

"Quando sono ritornata a Napoli ho trovato una realtà

che era quella di sempre

e mi sono imbattuta in una città nella mani di una setta

e di una lobby sempre più assetata di potere,

nell’accezione più materialista del termine.

Ho così deciso di girare questo film la cui

trama è assolutamente paradossale.

L’avvio è dato da una coppia che

viene invitata a tornare a Napoli

dalla figlia di un extraterrestre

e da un milanese

e dopo aver impattato con la follia, il degrado, della politica

se ne ritorna in Australia

per scrivere una carta dei diritti per gli alieni."

E’ dunque un film pessimista e senza speranze?

Assolutamente no.

A metà tra fiction e fantascienza lo definirei

un film apocalittico,

nel senso intrinseco del termine,

perchè rimanda ad una rivelazione;

questa società, costruita da uomini senza scrupoli

ed asserviti al potere

non ha più futuro.

Questo mondo sta fagocitando se stesso

e prima o poi esploderà."

Qual è il tuo attuale concetto di arte?

La gente paga fior di quattrini per trovare il proprio equilibrio

ma il potere dell’arte è veramente terapeutico.

Come mia figlia Valia ha superato le sue crisi di rigetto

che aveva nei miei confronti facendo

una pellicola incentrata sul rapporto conflittuale

tra una madre ed una figlia,

così io sono riuscita con questo film

a superare quel periodo di depressione

che mi stava risucchiando al mio rientro a Napoli.

Questo film è stata la mia cura.

Se non curi te stesso,

come vuoi che la tua arte arrivi agli altri?

Ecco perché l’arte deve essere pura

e non contaminata dalla ricerca affannosa

della gloria e del successo

ma parte integrante del tuo viaggio interno.

E poi, fondamentalmente,

credo in quello che affermò Vinicius De Moraes:

"La vita è l’arte dell’incontro".

 

Articolo pubblicato su "Il Napoli - Epolis"- 09 -02-2007

posted by Marluna3001 | 17:45 | commenti


martedì, aprile 03, 2007
 

REALTA'

MetaTeatro

 Teatro nel Teatro

Teatro che parla del far Teatro

 

MetaCinema 

Cinema nel Cinema 

Cinema che parla del far Cinema

 

Metarealtà

Realtà nella Realtà 

Realtà che parla del vivere la Realtà

Tutto ciò che accade

non è mai ciò che sembra

 

Come dice Shakespeare

non siamo che ombre

che si agitano e si pavoneggiano

sulla scena del Mondo

per poi dissolverci

come polvere

trascinata dal vento.

.............................

Forse il Tutto e il Nulla

non sono che

un MetaSogno.

posted by Marluna3001 | 10:24 | commenti