MARIA LUISA SANTELLA - MEMORY ROOMS


mercoledì, maggio 16, 2007
 

DIALOGO SULL'ARTE

L`unica possibilità nell' arte del video

è una interazione dello spettatore

con la macchina che riproduce

al fine di modificare permanentemente

la rappresentazione

che sta scorrendo sotto i suoi occhi.

Penso a molte interfacce

delle installazioni moderne.

E` qualcosa che potrebbe approssimarsi

all`esperienza di coinvolgimento sensoriale

come nel caso della rappresentazione scenica?

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Interessante.

Ehehehhh...

Le meraviglie dell'Arte.

Il teatro delle meraviglie

è in tutto il mio essere.

Ho recitato 'Le sedie' di Jonesco,

un'esperienza che ancora mi dà i brividi.

Anche 'Le serve' di Genet

ho messo in scena e recitato.

Oh, si, 'Il re muore'...

Vedete, non so come spiegarvi,

ma il mio approccio con le arti

è altamente erotico,

nel senso più puro del termine.

Io sento che tutta l'arte vera

è pervasa dall'eros più puro.

E' un atto d'amore.

Il mio lavoro, in species,

si preoccupa di stimolare

tutti i sensi degli spettatori

fino a farli sentire a nudo

come in un sogno.

Uso in teatro,

come parti del linguaggio,

alla pari,

tutti gli elementi,

anche gli odori, i sapori.

Gli spettatori entrano in scena con gli attori.

Abbandonata la quarta parete,

gli attori,

si muovono fianco a fianco agli spettatori

che spesso devono trovare posto nella scenografia

sedendosi su brandine spoglie,

o sul pavimento,

o restare in piedi e muoversi con l'azione,

sentirsi sfiorare, toccare, o trascinati in una danza..

Ora sto provando a trasferire in video

le stesse emozioni,

ma, ahimè,

lì manca il contatto con i sensi esterni,

così bisogna giungere all'essenza del sogno

per far pulsare i sensi occulti

sì che stimolino quelli esterni

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Un salto vagamente lontano

rispetto a quanto qui si sta dicendo.

Ho letto parte del vostro blog.

Una cosa che subito mi è saltata all`occhio,

una delle cento,

è che avete interpretato Ionesco.

Ionesco della Cantatrice Calva e di Delirio a due.

Il senso che provo dinanzi a queste due opere?

Ecco, posso rilanciare anche con 'Il re muore'?

Trovo 'Il Re muore' di una potenza straordinaria.

E` perfetto. E` giusto. E` dolce. E` cattivo.

E` impietoso ma ti trasmette un`infinita voglia

di accarezzare la testa di questo satrapo.

E poi...come posso scordare 'Le sedie'?

Avete interpretato anche questa opera.

Lo so.

Come spiegare il senso di dolore

per una vecchiaia specchio dell'umana solitudine?

E forse potremmo spingerci nei meandri del sogno

ripensando a 'Il Pedone dell`aria'.

Visionario, atroce,

come molto teatro di Genet e di Adamov,

persino impossibile da leggere.

Teatro da recitare e vedere recitato.

Che meraviglia che avete tra le vostre mani,

mia cara amica, ...e nella vostra testa.

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Se questo mondo dell'Arte

non esistesse

voi non potreste esprimerlo

e lo esprimete

trasmettendomi la vostra emozione reale,

quindi esiste ed ha un'eco in me.

Si tutto è soggettivo

Un'oggettività dell'Arte è possibile

solo al Creatore del Tutto.

Noi siamo individui unici e irripetibili

e possediamo solo il nostro pezzo.

Il che ci spinge a comunicare e collegarci.

Cos'è il senso artistico?

Credo sia inspiegabile,

come tutto ciò che comunque vive

e si percepisce con i sensi occulti

dal sesto al decimo.

Dove risiede?

In tutto il nostro essere,

nella materia,

nell'anima,

e nello spirito.

L'arte appartiene a tutti i sensi

e tutti li mette in moto,

sia quelli esterni che quelli interni,

come pure quelli ineffabili e spirituali.

L'arte è Eros Puro.

Il sublime dell'Arte

va al di là di un semplice orgasmo

perchè ci conduce all'estasi.

Serve a rappresentare l'irrappresentabile,

a rendere possibile l'impossibile,

a materializzare i sogni,

a comprenderci,

a rivoltarci come un guanto,

a giungere a poter conoscere

e dare agli altri

sensazioni che non hanno parole

per essere espresse.

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E` tutto vero,

anche se in me

è un confine impossibile da raggiungere.

E' evidente che non esiste un'oggettività dell`arte,

e che ogni esperienza di essa

è inficiata da colui che ne sta traendo esperienza.

La mia osservazione,

per quanto ravvicinata,

mai potrà essere oggettiva.

L`elemento comune che cerco,

ammesso che esista,

sarà sempre ritenuto comune per riduzione,

per semplificazione.

E` come la distanza,

mai nulla,

tra due paraurti di automobili

che si scontrano.

Lo spazio permane,

eppure la contrazione delle lamiere

starebbe a indicare l`opposto.

Riduciamo, semplifichiamo.

Diciamo che si sono toccate

perchè è più agevole

pensare a un mondo di contatti

che non a un universo

nel quale non toccherò mai la pelle di una donna.

L`arte da capire

è sempre un processo intellettuale soggettivo.

Non siederò mai davvero

nell`asettico nucleo della creazione artistica.

Ma vorrei quantomeno approssimarmici.

Vorrei poter dire:

Si, so che non è proprio il tratto oggettivo

comune a tutta l`arte,

ma è, se non altro,

l`elemento meno soggettivo

in assoluto.

Un elemento che non scoprirò

osservando l`arte.

Questo elemento devo ottenerlo

proprio a prescindere

dalla potenza evocativa

della rappresentazione.

Ipotizzo che la violenza

con cui il messaggio viene propagato

non risiede nella ricchezza scenografica

o nella crudezza delle immagini,

ma nell`attivazione

di un senso artistico dentro di noi

che mobilita

la nostra partecipazione emotiva.

Ma cos`è il senso artistico?

Dove risiede?

A cosa serve?

Posto che davvero in qualche modo esista.

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Io credo che questo dell'osservare

sia solo uno degli atti

che dobbiamo compiere

per entrare in quel nucleo

che è, per me,

l'essenza stessa della creazione.

A mio parere

per osservare bisogna essere.

Essere una sorta di

canale ricetrasmittente attivato

in qualità di attivatore del processo artistico

attraverso cui l'essenza nostra

e dell'ambiente in cui ci troviamo

si materializza, diventa reale.

Così dobbiamo consapevolmente

osservare,

essere osservati,

essere produttori di qualcosa da osservare.

Cerco di spiegarmi:

quando io giro un video

sono simultaneamente

l'occhio che riprende l'attore

che si muove in uno spazio,

l'occhio dell'attore che si muove nello spazio,

l'occhio di tutti quelli che hanno contribuito

a far muovere l'attore nello spazio,

l'occhio dello spettatore,

l'occhio freddo e impersonale

che poi monterà quella scena

in seno alle sequenze

che daranno vita al racconto completo,

l'occhio del narratore,

l'occhio dell'energia superiore invisibile

che continuamente mi ispira

permettendomi di armonizzare il tutto.

Non so se riesco a spiegarmi.

Dalle origini e in tutte le culture

il mondo si manifesta

per mezzo delle arti tutte.

E' un ponte teso nell'aria mobile

tra

le viscere della terra,

il suolo terrestre,

e le viscere del cielo.

Patafisica.

Fisica.

Metafisica.

Parlare con voi,

per esempio,

è un atto artistico,

è comunicare,

mi obbliga, come minimo,

a

guardarmi dentro,

espormi all'esterno,

osservarmi mentre compio questi due atti,

sì che mi aiuta a comprendermi più a fondo

in quell'essenza di me

che pochi mi chiedono di esprimere

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Io quello che mi chiedo,

quello che devo capire,

è se esista

una struttura originaria dell`arte.

Se, in altre parole,

nell`arte, qualunque arte,

una volta spogliata dei particolarismi,

dei manierismi, degli stili, delle tendenze,

delle ideologie sottese,

è possibile rinvenire un tratto comune,

un elemento comune

che possa spiegare la forte attrazione

che esercita su di noi.

Da dove proviene?

In cosa consta la sua energia?

E` nel messaggio?

E` nella socializzazione che essa favorisce

e a volte presuppone?

Non so.

E` come se l`architettura,

i colori scenici, i costumi,

il fatto di essere presente a qualcosa

che in ogni caso è "un certo qualcosa",

è come dicevo se questa esperienza

fosse di per sè

la molla in grado di dire alle persone

"attento, perchè stai per sentire e vedere

qualcosa che farai bene a meditare e ricordare".

E`, è, è quel qualcosa di comune

a tutte le esperienze artistiche

che vorrei sintetizzare.

Perchè scendendo nei micromeccanismi,

c`è tutta una meccanica invisibile

che ancora attende di essere guardata.

Io credo che mettersi seduti,

nel silenzio di ghiaccio

della rarefazione delle idee profonde,

a osservare il nucleo del momento artistico,

ecco questo è ciò che vorrei fare

e che, mi pare, valga ben la pena di essere sondato.

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Secondo gli aborigeni

creazione e arte sono legate

indissolubilmente,

noi non abbiamo altro ruolo

che quello di artisti

e viviamo ancora nel Dreamtime

che è il tempo della genesi

Anche se la cancellazione della loro cultura

è il segno che stiamo entrando

in una nuova fase della genesi.

Per loro era semplice,

ripetevano il mandato originario

in totale identità con esso.

Io dipingo sulla roccia

gli spiriti creatori di quel luogo

con la terra del luogo

dove sono stato posto

in qualità di guardiano, custode,

mentre gli altri suonano

il didjeridoo,

strumento musicale ricavato

dalle termiti

da un ramo di eucaliptus

caduto sulla terra

dopo che io ho bruciato l'albero

per rinnovarlo.

Su quel bastone

forato dalle termiti

lascinadovi dentro una nota

ho inciso

la storia della tribù

a cui appartengo

e dei suoi ancestors,

gli spiriti preposti a quel territorio.

Nello stesso tempo

su quel suono

i danzatori mimi

rappresentano la storia

degli spririti creatori

e della creazione del luogo,

così facendo gli spiriti

per tramite mio e dei miei fratelli

tornano sulla terra

e ricreano il luogo

mantenendolo fedele

alla prima genesi.

Ogni tribù della terra

però ha avuto un mandato diverso.

Lo scopo finale è quello

di uscire dall'era tribale

e diventare coautori

della creazione.

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Siete splendida.

Cosa posso dirvi di me?

Le qualità intrinseche di una persona

non si raccontano,

si dimostrano.

Io ho una sola grande missione

che nasce direttamente

dal grande amore per la conoscenza.

La missione,

e non c`è nulla di messianico in questo termine,

è quella di cercare quanto più possibile

di penetrare la superficie dei fenomeni.

Fenomeni sociali, innanzitutto.

Capire cosa fa amare, arrabbiare,

sorridere e piangere le persone

è già di per sè un proposito in grado

di riempire la vita di chiunque.

Io vorrei capire di ciascuna cosa un po di più,

e dimostrare e dimostrarmi una verità

che per ora vedo solo di sfuggita:

c`è una straordinaria circolarità,

un precisissimo continuo

tra la cultura e l`arte,

tra l`arte e la scienza,

tra la scienza e le strutture sociali,

tra le strutture sociali e la natura umana

e poi ancora giù, a cascata,

dalla natura umana alla cultura,

e poi all`arte che diviene veicolo culturale,

e poi alle società

ad un tempo minacce e opportunità per l`uomo.

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Ed è l'Amore il motore.

Non parlo solo dell`Amore Universale

che è cosa che mi appartiene, ovvio.

Parlo dell'Amore tra un uomo e una donna.

Non credo sia difficile

giungere a comprendere,

è piuttosto che finchè ne siamo coinvolti

o ci aspettiamo ancora qualcosa

allora sia impossibile giungerne a capo

perchè non vogliamo.

Ho incontrato però

un ultimo uomo

che mi ha fatto giungere

al di là del dolore

sì da pacificarmi.

La pace si raggiunge

quando ci fermiamo a vivere

osservando il mondo

dall`occhio del ciclone.

L`amore tra l`uomo e la donna

non è vivibile che come utopia

finchè non giungeremo a veder fiorire

il paradiso in terra.

In questo mondo `umano`,

proiezione degli uomini,

non ci può essere amore.

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Lo han scritto decine di uomini illustri,

sono state spese migliaia di pagine

e miliardi di parole:

l`amore...

credo avremmo minore difficoltà

a discutere sulle analogie tra un bicchiere e un cavallo!

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Ogni apprendimento è reciproco

E' che io vivo immersa nell`arte

da quando sono nata.

Mio padre era un filosofo e un letterato

e mi ha nutrito con la sua sapienza

in modo semplice e naturale

dalla primissima infanzia

A sei anni son salita in scena con la danza classica

e poi ho attraversato tutte le arti.

Arte e vita

si mescolano continuamente

nelle mie ore

che hanno più una dimensione spaziale

che temporale.

Sono serena ora

ma tutto questo

mi ha portato per anni

al fianco della morte

finchè non ho visto la Vita Vera

vincere per me.

Ciò che mi ha straziato è stato l`amore,

il rendermi conto che dovevo rinunziarvi.

Me ne sono convinta davvero solo da poco

e così sto conquistando la pace.

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Invidio, positivamente certo,

la vostra competenza e capacità di sintesi

di un universo così complesso come è quello dell`arte.

Spero davvero di apprendere da voi,

di confrontare le mie idee

e di trovare nuovi stimoli per arricchirle o cambiarle.

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E' il mio destino.

Uno dei più grandi errori orrori

della storia dell'arte

è il non aver compreso nulla

dell'arte primigenia

e del senso che ha per i popoli

che ne hanno potuto conservare

la memoria.

Considerano i primigeni dei selvaggi.

Che ridere.

I selvaggi siamo noi.

In effetti ci troviamo in un momento

di totale crisi delle arti

come della società,

crisi positiva.

Abbiamo fatto tabula rasa.

Non ci resta che ricominciare.

E' dal '68

che distruzione del vecchio

e costruzione del nuovo

convivono.

La mia storia a volte sfugge a me stessa

perchè arrendendomi al gioco del caso e delle circostanze

e credendo nell'impossibile

mi sono trovata e mi trovo in situazioni

al di là dell'immaginario.

Sono anche molto perseguitata per questo.

Caso strano sempre da quegli stessi uomini

che mi attraggono

e da cui poi devo fuggire,

da quando ero una ragazzina.

Essi hanno guadagnato

un Potere senza Immaginazione

mentre io porto continuamente

l'Immaginazione al Potere

Non potendomi possedere

mi perseguitano

Ma io vado avanti per la mia strada

con dolente allegria.

Sola,

perchè una donna come me

non può procedere che da sola.

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Sono affascinato dalla vostra storia,

da quel che piano piano ne comprendo.

L`arte,

l`arte nelle sue varie forme,

perchè di arte infine parliamo,

scorre nelle vostre vene.

Cosa ne pensate,

delle ultime frontiere dell`arte contemporanea,

sempre più legata alla fisicità del suo demiurgo,

al punto che il sangue e il corpo sono diventati,

con il loro divenire,

le forme espressive privilegiate

di una ricerca artistica sempre più rarefatta.

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Io vedo un continuum.

Una ricerca costante

dell'essenza del tutto e del nulla.

L`importante è

che ciò che deve prendere forma

sulla terra

per tramite degli artisti

prenda forma.

L`arte è energia pura

basta metterla in circolazione.

Chi ha occhi per vedere vede.

Chi ha orecchie per intendere intende.

Dopo avervi lasciato l`altra notte

mi sono immersa

nella lettura di alcuni miei diarii

riapparsi dalle polveri del tempo

giusto ieri.

Ripercorrendo a sprazzi

brandelli di memorie così presenti

mi son trovata a rivivere

proprio la scena in cui,

le valige sulla porta,

andavo via dalla mia casa

e dal mio teatro di bambola.

Liberando me stessa

lasciavo liberi i miei figli

e colui che era stato fino ad allora

mio marito e collaboratore.

Dopo un anno lasciavo tutto

per andare in Australia

dove infine avrei iniziato

a vedere e ad ascoltare

quanto avevo chiesto

di vedere ed ascoltare

mentre venivo salvata dalla morte

davanti al Teatro di Porta Romana a Milano

dove stavo recitando

il mio ultimo 'Desiderio'.

Ma le rivelazioni

continuano ad illuminare il mio cuore

tutti i giorni.

Il viaggio continua

e ancora non ho completato

l`immagine del mio geroglifico divino.

Il punto più difficile da mettere a posto

è, ripeto, il vero senso ultimo dell`amore

tra l`uomo e la donna,

fuori da ogni possibile 'casa di bambola'.

posted by Marluna3001 | 19:32 | commenti (1)