MARIA LUISA SANTELLA - MEMORY ROOMS


mercoledì, febbraio 27, 2008
 

Oggetti smarriti (1980)


Regia: Giuseppe Bertolucci;

soggetto e sceneggiatura:

G. Bertolucci, Domenico Rafele,

Lidia Ravera, Enzo Ungari;

fotografia: Renato Tafuri;

musica: Enrico Rava;

montaggio: Gabriella Cristiani;

interpreti: Mariangela Melato, Bruno Ganz,

Renato Salvatori, Laura Morante,

Maria Luisa Santella,

Dina Sassoli, Aisha Cerami;

origine: italia;

produzione:

Giovanni Bertolucci

per Fiction Cinematografica;

durata: 95’

 

Marta deve partire per Roma

per andare a riprendere la figlia Daniela

in vacanza dalla nonna.

Suo marito,

che non vuole farle prendere l’aereo,

l’accompagna alla stazione Centrale di Milano.

Marta scende dal treno in partenza,

liberandosi sia del marito,

andato a prendere i giornali,

che dell’amante,

già seduto nel suo scompartimento.

Rimasta sola, incontra Werner,

un suo vecchio compagno d’infanzia.

Insieme con lui esplora la stazione

per un giorno e una notte,

avvicinando Sara,

una ragazza drogata che si prostituisce,

e un inserviente dell’albergo diurno

innamorata di Werner.

Marta continua a vagare per la stazione.

Werner si suiciderà

gettandosi sotto un treno.

Marta tornerà ai suoi affetti

guidata dalla piccola figlia,

ma la sua vita non sarà più la stessa.

Letto in chiave metaforica,

è la storia di un'analisi

in cui Marta è la paziente in crisi d'identità

e Werner uno psicanalista selvaggio

che l'aiuta a ritrovarsi.

Accanitamente intellettuale

e, insieme, assai sensuale;

costruito con sapienza geometrica,

ma anche libero,

ricco di sorprese e di risvolti inattesi.

Ottimi interpreti,

e una struggente colonna musicale

di Enrico Rava con i suoi assoli di tromba.

«Avevo letto da poco

il romanzo di uno scrittore inglese poco noto,

di nome John Wayne:

la storia di un modesto impiegato

che un giorno,

persosi nella stazione di Paddington,

decide di rimanervi,

rinunciando al lavoro e alla famiglia.

Inizialmente pensavo

ad un semplice adattamento.

In seguito,

lavorando sul soggetto insieme a

Enzo Ungari, Mimmo Rafele

e Lidia Ravera,

venne fuori l’idea di questa donna

che si perde

nella stazione di Milano Centrale.

Girando il film

io ero preso

da una sorta di esaltazione

per il piacere di stare

in mezzo alla folla della stazione,

per l’imprevisto

dovuto agli incontri con la gente.

E questo aspetto,

nella sceneggiatura originale,

aveva una rilevanza ben maggiore.

Poi, invece,

il film si è concentrato soprattutto

sul rapporto tra i personaggi.

(G. Bertolucci).

Oggetti smarriti

ci sentivamo

noi attori,

così presi dall'atmosfera

della Stazione

con i suoi residui umani,

da restare sospesi

tra la nostra identità smarrita

e quella ritrovata

dei personaggi che usavano

i nostri involucri umani

in attesa di un qualunque noi.

Mentre attendevo

al fianco di Bruno Ganz

in una notte indimenticabile

che si consumasse

il rito del suicidio

del suo personaggio

ci rivelammo l'un l'altro

come mai ci eravamo rivelati

ad altri

e così si compì

il destino

dei nostri amari personaggi.

Dopo alcuni anni,

giochi del caso,

proprio a Milano,

interpretando il mio

'Desiderio'

disilluso,

son morta

e tornata a vivere

in un mitico crepuscolo

davanti al

'Teatro di Porta Romana'.

posted by Marluna3001 | 10:59 | commenti