CONSIDERAZIONI
SUL SENSO DELLA
SCRITTURA

Mi considero
un'esploratrice del subconscio,
di una sorta di subconscio collettivo
dell'uomo e della donna,
son certa che è lì
la chiave del mistero della vita.
Una perla pulsa in noi.
Sta in questo nodo
il peccato originale,
la cacciata.
Tra i doni che Dio mi ha dato
ho quello della scrittura automatica.
Ciò che scrivo si avvera
In questo la mia scrittura
può essere considerata autobiografica.
Ciò che scrivo
non si muove
nè nel passato,
nè nel futuro.
Si muove in uno spazio tempo parallelo.
Quello del sogno e del presente permanente.
Per questo può essere considerata
una forma particolare
di fantascienza apocalittica.
"Il Pinguino Joseph", per esempio.
Per scriverlo ci ho messo 10 anni
raccogliendo sogni e visioni.
Marluna attende
sulla terrazza del Giardino Pensile
che quella notte del 3001 si avveri
in qualunque momento
di un tempo
intessuto di flash back
di varie vite concentriche.
L'ho finito di scrivere
proprio un attimo prima che,
mentre stavo per morire
sotto una macchina
a Milano
davanti al Teatro
dove stavo recitando
il mio ultimo desiderio,
il divino venisse a salvarmi
per darmi un'altra chance
di viaggio dentro
la Verità.

Voglio cancellare
ogni passata ferita
per essere sempre più libera
e più responsabile di me
come scrittrice.
Delicato mestiere
quello di scrivere.
Se il primo piano
in cui si muove l'essere
è la scrittura,
il secondo il sogno
in cui il Verbo si riflette,
il terzo l'illusione di realtà
in cui ci muoviamo nel quotidiano,
scrivere vuol dire
entrare in contatto
con la Scrittura Originaria
e, quindi, è un momento
di pura estasi .